Un “Affricano a Parigi”

Le poesie e l’epistolario di Giuseppe Ungaretti narrano all’unisono la vicenda umana del poeta, nato ad Alessandria d’Egitto e trasferitosi poi in Francia (per questo amava parlare di sé come di un «Affricano a Parigi»). In Francia Ungaretti partecipò intensamente alla vita letteraria e artistica della Parigi del primo Novecento, adottando il francese come seconda lingua della sua produzione lirica; ma partecipò anche alle drammatiche vicende della Prima guerra mondiale, combattendo in prima linea nelle file dell’armata italiana, a fianco degli alleati francesi. Stabilitosi infine in Italia, qui restò – salvo alcuni viaggi in America del Sud – fino alla morte, pubblicando in italiano le sue opere più significative, come Allegria di naufragi. Al significato e al valore di queste opere di intenso lirismo sono dedicati i saggi critici che compongono questo volume. I lettori potranno comprovare come il resoconto della complessa vicenda biografica di Ungaretti aiuti a interpretare i lati più enigmatici dei suoi componimenti poetici (tradizionalmente inquadrati nel genere letterario dell’ermetismo), i quali, a loro volta, aiutano a comprendere appieno la sua vita: la verità della sua coscienza religiosa, la coerenza del suo impegno civile, la sincerità della sua partecipazione alle vicende umane degli amici, che gli sembravano altrettanti «naufraghi» che, come lui stesso, nell’apparente ineluttabilità della disgrazia sanno trovare i motivi della speranza, e con essa l’«allegria».

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