La porta della fede

et-10Come rileva Antonio Livi nella Presentazione, l’Autore sviluppa in questo saggio «un’analisi antropologica sul rapporto tra la volontà e l’intelletto, per illustrare come di fronte a un oggetto che risulta soltanto “credibile” (e quindi non evidente di per sé), la persona può credere solo se vuole: e, nel caso specifico della rivelazione divina, solo se vuole rispondere con fiducia all’Amore salvifico che gli si è manifestato […]. Questa analisi antropologica deve a sua volta essere completata dall’esame teologico di ciò che Dio stesso ci ha rivelato circa l’aiuto interiore che Egli assicura misericordiosamente all’uomo che deve decidersi a credere. L’intervento della grazia nell’atto di fede è – come tutte le azioni propriamente divine, cioè soprannaturali – una realtà impossibile da verificare con l’esperienza umana, ossia con la filosofia, con la fenomenologia o con la psicologia: è essa stessa materia di fede, nel senso che bisogna stare a quanto Dio ci ha voluto rivelare nella Scrittura e nei dogmi della Chiesa cattolica».

L’autore

Serafino Lanzetta, teologo francescano, ha fondato e diretto per anni Fides Catholica. Rivista di apologetica teologica. Ha pubblicato numerosi studi di ermeneutica teologica, tra i quali il più apprezzato è quello intitolato Vaticano II. Un Concilio “pastorale”. Ermeneutica delle dottrine conciliari (Cantagalli Editore, Siena 2014). Su questa stesso argomento ha scritto recentemente un saggio su Il carattere “pastorale” del Vaticano II tra interpretazioni coerenti (cioè logiche) e interpretazioni incoerenti (cioè arbitrarie), pubblicato nel volume collettaneo Teologia e Magistero, oggi, a cura di Antonio Livi (collana “Divinitas Verbi”, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2017). In precedenza ha collaborato al volume collettaneo Verità della fede (Leonardo da Vinci, 2013).

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