Disorientamento pastorale – Convegno del 17 novembre 2017

L’evento si è svolto nell’aula adibita alle attività culturali del SENATO DELLA REPUBLICA. Il professor Giulio Alfano ha presentato due libri editi dalla Leonardo da Vinci: Disorientamento pastorale, di Danilo Quinto, e Un vescovo scrive alla Santa Sede sui pericoli pastorali del relatisimo dogmatico. Il professor Livi – che è il curatore di entrambe le pubblicazioni – ha poi illustrato le motivazioni pastorali che hanno indotto monsignor Mario Oliveri, vescovo emerito di Albenga, a pubblicare le lettere da lui inviate a papa Giovanni Paolo II e a papa Bendetto XVI nei venticinque anni del suo episcopato.

Queste motivazioni sono le stesse che hanno indotto più recentemente quattro cardinali (Burke, Caffarra, Brandmueller e Meisnar) a presentare a papa Fracesco i cinque “dubia” sulla dottrina morale contenuta nell’esortazione apostoica Amoris laetitia, iniziativa alla quale ha fatto seguito la Correctio filialis de haeresibus propagatis:  si tratta, in tutti questi casi,  della medesima responsabilità apostolica che obbliga i fedeli cattolici, ognuno secondo la propria condizione e il propio carisma, ad aiutare il papa, chiunque egli sia, nel principale compito che gli compete come vicario di Cristo, il compito cioè di trasmettere fedelmente la dottrina dogmatica e morale contenuta nella divina rilvelazione, potendo così effettivamente  “confermare i suoi fratelli nella fede”, come si legge nella preghiera che Cristo stesso rivolge al Padre a favore di Pietro, principe degli Apostoli e primo papa.

Antonio Livi ha voluto insistentemente rilevare la distinzione, che ogni fedele deve fare nella sua coscienza, tra il dovere assoluto di credere ai dogmi formulati dal magistero  pontificio e conciliare, e la possibilità di esigere spiegazioni e chiarimenti riguardo a insegnamenti papali che non sono ufficialmente “Magistero autentico” e contengono espressioni ambigue, apparentemente inconciliabili con il dogma, come appunto è avvenuto con la Amoris laetitia.

Tra i numerosi presenti, che sono anche intervenuti ad animare il dibattito conclusivo, si segnala la presenza dell’avvocato Carlo Testa, il quale ha annunciato l’imminente pubblicazione di un suo saggio di filosofia del diritto a sostegno alle ragioni della  Correctio filialis de haeresibus propagatis. Il saggio, – curato anch’esso da Antonio Livi e pubblicato, come i due testi precedentemente citati, dalla Leonardo da Vinci – si intitola L’ordine giuridico e l’ordine morale e fa parte della collana “Scienze umane e organizzazione sociale”.

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